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Salabam Solutions

La crisi dei programmi loyalty tradizionali

Negli ultimi anni si è potuto constatare un progressivo peggioramento del tasso di rendimento e di efficienza dei programmi loyalty tradizionali, tuttavia in pochi ne riconoscono le reali motivazioni.

In uno degli ultimi studi della Harvard Business Review (“Why Loyalty Programs Fail“) viene evidenziato come i programmi di fidelizzazione classici siano caratterizzati da tre problemi fondamentali: un’economia fallimentare, una grave mancanza di insights sui clienti e livelli di engagement drammaticamente bassi.

Questo scenario è ulteriormente avvalorato da un’altra importante analisi firmata McKinsey (“Next in Loyalty“), in cui si dimostra che il 39% dei consumatori ha definitivamente cambiato brand o rivenditore, e la maggioranza di questi (ben il 79%) non ha alcuna intenzione di tornare indietro.
Stiamo assistendo a un cambiamento epocale che ridefinisce completamente le regole del gioco nel mondo della loyalty
.

 

I limiti dei sistemi loyalty standard

 

La svalutazione dei punti

Per decenni, le carte fedeltà dei supermercati si sono basate su una logica transazionale estremamente semplice: 1 euro speso = 1 punto. Tuttavia, l’evoluzione dei comportamenti d’acquisto e l’inflazione hanno reso questo modello del tutto obsoleto.

Le soglie di riscatto sproporzionate, ancora oggi diffuse nel settore, impongono ai clienti sforzi e spese ingenti solo per ottenere premi di medio valore o sconti di pochi euro (come la classica proporzione di 1.000 euro di spesa per un buono da 10 euro). Questo meccanismo genera nei consumatori un forte senso di frustrazione e percezione di lontananza dall’obiettivo.

A questo scenario si aggiunge la progressiva erosione del potere d’acquisto: con l’aumento del costo della vita, i vantaggi offerti dalle carte fedeltà appaiono sempre più irrilevanti rispetto alla spesa totale sostenuta dalle famiglie.

In particolare i retailer, questo fattore si traduce in un problema finanziario e strategico grave: un’altissima percentuale di punti accumulati e mai utilizzati (unredeemed points), che rappresentano sia una passiva di bilancio per l’azienda, sia una netta perdita di ingaggio per il cliente.

 

Cataloghi premi obsoleti e logistica frustrante

Con il passare del tempo gli interessi dei consumatori mutano ed evolvono in relazione alle mode, al contesto socio-economico e a nuovi stili di vita.

In questo scenario, i tradizionali cataloghi di premi (basati sui classici set di pentole o piccoli elettrodomestici) vengono percepiti come oggettistica indesiderata piuttosto che come una vera ricompensa. Le ricompense puramente materiali non rispondono più ai desideri dei consumatori moderni, che preferiscono esperienze, viaggi, tempo libero e sostenibilità.

A ciò si aggiunge l’annoso problema dei ritiri nel punto vendita. Nel contesto digitale attuale, in cui i colossi della distribuzione investono per sviluppare consegne a domicilio sempre più rapide e automatizzate, dover prenotare un premio e attendere settimane per il ritiro in filiale crea disservizi, interrompendo la fluidità dell’esperienza utente.

 

Frammentazione e sforzo burocratico per l’utente

L’esperienza d’uso proposta dai programmi loyalty tradizionali risulta oggi fortemente frammentata. Da un lato ci si scontra con la saturazione di app e carte plastiche: ogni catena richiede la propria tessera fisica o un’applicazione dedicata, col risultato che il consumatore medio si ritrova con il portafoglio e lo smartphone saturi di carte mai utilizzate, abbandonandone presto l’uso attivo.

Dall’altro lato, il percorso è ostacolato da procedure di registrazione complesse, password dimenticate e scadenze dei punti rigide o annuali che azzerano di colpo gli sforzi fatti dall’utente, spingendo il saldo accumulato nel dimenticatoio.

Tra voucher cartacei dalle scadenze impossibili, app malfunzionanti, punti che spariscono all’improvviso e cataloghi con premi irraggiungibili, il percorso di riscatto si trasforma in un ostacolo continuo. Tutte queste frustrazioni non si limitano ad allontanare i clienti, ma generano un pericoloso effetto boomerang in grado di danneggiare la brand perception dell’azienda.

 

Assenza di personalizzazione reale

Un ulteriore limite riguarda l’assenza di una reale personalizzazione, unita a una logica di ingaggio puramente transazionale. Nonostante i supermercati raccolgano un’enorme quantità di dati sulle abitudini d’acquisto attraverso i lettori alle casse, le promozioni inviate ai clienti continuano a rivelarsi generiche e irrilevanti, traducendosi in uno spam sistematico di volantini digitali e coupon per prodotti mai acquistati.

Allo stesso tempo, i brand commettono l’errore di premiare esclusivamente l’atto d’acquisto, ignorando le forme di interazione che i consumatori moderni reputano preziose, come recensioni, referral o partecipazione alla community.

A conferma di questo limite, uno studio pubblicato da Harvard Business Review (“How to Make Your Loyalty Program Pay Off“) ha dimostrato come i programmi tradizionali riescano a funzionare solo per una nicchia ristretta, lasciando del tutto scoperte la maggior parte delle persone.

Infine, questi sistemi soffrono della totale mancanza di una dimensione olistica e legata al lifestyle. La spesa alimentare viene vissuta come un dovere quotidiano o una necessità; se il programma loyalty resta confinato a questo singolo ambito (isolandosi dagli altri aspetti della vita come viaggi, tempo libero, benessere e mobilità) non sarà mai in grado di attivare un valore emozionale, fallendo nell’obiettivo principale: costruire una vera ed efficace emotional loyalty.

 

Le conseguenze del fallimento 

Programmi di fidelizzazione inefficaci finiscono per generare l’effetto opposto a quello sperato, diventando un freno alla crescita complessiva e penalizzando la competitività dell’azienda sul mercato.

Mancanza di crescita significa inevitabilmente perdita di clienti: di fronte a un programma loyalty deludente, la maggior parte dei consumatori tende ad abbandonare definitivamente il brand anche solo dopo una singola esperienza negativa.


In un contesto iperconnesso, un’aspettativa disattesa si trasforma rapidamente in un’eco di recensioni negative e insoddisfazione diffusa.

Ma la contraddizione più grande risiede nella gestione delle informazioni: mai come oggi le aziende hanno avuto accesso a una mole così elevata di dati sui propri clienti, eppure mai come oggi i clienti si sono sentiti così poco compresi e valorizzati.


La maggior parte dei brand continua a utilizzare questi dati per mere finalità descrittive e di categorizzazione, anziché impiegarli in modo dinamico per guidare l’innovazione e la crescita.
Si crea così una profonda spaccatura nel settore tra le realtà capaci di trasformare i dati in una comprensione autentica del cliente e quelle che continuano a rimanere indietro.

 

La trasformazione con Salabam Solutions

I cambiamenti comportamentali dei consumatori hanno ormai reso obsoleti i vecchi modelli di fidelizzazione. Per evitare che i punti finiscano inutilizzati e perdano efficacia, le aziende devono evolvere verso un approccio moderno basato sulle soluzioni offerte da Salabam Solutions.

Questa trasformazione necessaria si fonda su tre pilastri chiave:

  1. Digitalizzazione dei riscatti tramite integrazione API, che permette di inserire direttamente nelle app dei retailer cataloghi digitali di hotel, voli e trasporti prenotabili in tempo reale con i punti spesa; 
  2. Capacità di soddisfare l’istant gratification, offrendo soglie di ingresso basse per accedere a premi immediati e azzerando l’ansia da accumulo a lungo termine
  3. Puntare sulle esperienze e sul tempo libero, sostituendo la classica oggettistica da catalogo con viaggi, corsi e attività legate al benessere, capaci di trasformare il credito accumulato in un’opportunità di scoperta reale e olistica.

Di fronte a questo scenario, le aziende si trovano oggi a un bivio: evolversi o rimanere indietro. 

Continuare a operare con logiche del passato significa non solo sprecare risorse preziose, ma rischiare di alienare definitivamente i propri clienti migliori. 

Al contrario, le realtà che stanno abbracciando il cambiamento ottengono risultati straordinari, costruendo relazioni più profonde, autentiche e durature. 

Per chi non sta ottenendo le performance sperate, questo è il momento ideale per pianificare un investimento strategico e rivoluzionare la propria proposta.
 

Il futuro della loyalty, infatti, non si costruisce con semplici punti o sconti, ma con comprensione e valore condiviso.

Vuoi trasformare il tuo programma loyalty in un reale driver di crescita sostenibile?
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